Psicologo aziendale a Empoli: 25 anni in azienda, poi la psicologia

Percorsi di benessere organizzativo, sportello d’ascolto e mindfulness in azienda — progettati da uno psicologo aziendale che il mondo del lavoro lo conosce dall’interno, non dai libri.
Se stai cercando uno psicologo aziendale, probabilmente nella tua organizzazione c’è qualcosa che i numeri da soli non spiegano: un reparto che scricchiola, persone valide che se ne vanno, un clima che si è fatto pesante, assenze che aumentano. Oppure, semplicemente, hai deciso di investire nel benessere delle persone prima che i problemi arrivino — che è il momento migliore per farlo.
In entrambi i casi, la domanda giusta da fare a chi ti propone un intervento è una sola: tu, un’azienda, l’hai mai vista da dentro?
Uno psicologo aziendale che in azienda ci ha lavorato 25 anni
Prima di diventare psicologo ho lavorato per 25 anni in una grande azienda informatica come funzionario commerciale. Non in un ruolo di osservazione: dentro la macchina. Riunioni commerciali, budget da raggiungere e trimestri storti, presentazioni davanti a clienti e direzioni, trattative, colleghi difficili e capi di ogni tipo, riorganizzazioni vissute sulla propria scrivania.
Poi è arrivata la seconda vita professionale: laurea in Psicologia, Master in Counseling e Coaching Skills e comunicazione efficace nei contesti professionali (Università di Urbino, 110/110 e lode) e Master in Mindfulness Clinica e Neuroscienze (Università La Sapienza di Roma, 110/110), oltre alla formazione cognitivo-comportamentale.
È una combinazione che cambia il lavoro in un modo molto concreto: quando un dipendente allo sportello mi racconta l’ansia prima della riunione col direttore, o un responsabile mi descrive un team demotivato, non devo immaginare la scena. L’ho vissuta, da entrambi i lati. Questo accorcia i tempi, evita le proposte astratte e — me lo dicono spesso — rende molto più facile fidarsi.
Cosa può fare uno psicologo aziendale per la tua organizzazione
Lavoro con le aziende del territorio di Empoli e dintorni (e da remoto, dove il formato lo consente) su tre aree principali. Ogni intervento è costruito sulla situazione specifica: prima si ascolta e si inquadra, poi si propone.
Sportello di ascolto psicologico
Uno spazio riservato, in azienda o online, dove i dipendenti possono confrontarsi con un professionista su difficoltà lavorative o personali che pesano sul lavoro: stress, ansia, conflitti, momenti di vita complicati. È l’intervento con l’impatto più diretto sul benessere individuale, e funziona a una condizione precisa: la riservatezza assoluta. L’azienda mette a disposizione lo strumento; chi lo usa, e per cosa, resta coperto dal segreto professionale.
Formazione: comunicazione, assertività, public speaking, gestione dello stress
Percorsi di gruppo, costruiti con l’HR o la direzione, sui temi in cui la mia doppia esperienza rende la formazione diversa da un corso a catalogo: comunicazione assertiva nei rapporti tra colleghi e con i responsabili, parlare in pubblico e gestire l’ansia da prestazione (l’ho fatto per 25 anni davanti a clienti e platee, so esattamente dove si inceppa), leadership e gestione delle persone, gestione dello stress nei periodi di picco. Gli esempi in aula non arrivano dai manuali: arrivano da situazioni che i partecipanti riconoscono al primo secondo.
Team building con contenuto psicologico
Non la giornata di svago con etichetta formativa: percorsi di team building in cui il gruppo lavora davvero su comunicazione, fiducia e collaborazione, con strumenti psicologici e obiettivi definiti prima insieme all’azienda.
Mindfulness in azienda: allenare l’attenzione, non “fare relax”
Tra gli interventi che propongo, i percorsi di mindfulness in aziendameritano un discorso a parte, perché sono spesso i più fraintesi. Non si tratta di momenti relax o di benessere generico: la mindfulness è un allenamento dell’attenzione con basi scientifiche solide — il protocollo MBSR nasce in ambito clinico all’Università del Massachusetts ed è validato da decenni di ricerca — che insegna a riconoscere le reazioni automatiche (l’email letta col sangue agli occhi, la risposta impulsiva in riunione, il rimuginio che non si spegne a fine giornata) e a sostituirle con risposte scelte.
Il mio Master in Mindfulness Clinica e Neuroscienze mi permette di portare in azienda protocolli seri, non versioni annacquate. E l’esperienza aziendale mi permette di costruirli intorno alle situazioni reali dei partecipanti: scadenze, conflitti, picchi di carico. Propongo incontri introduttivi esperienziali per team e cicli strutturati di più settimane; organizzo anche gruppi di pratica aperti ai singoli a Empoli, di cui parlo nella pagina Mindfulness Empoli.
Come si struttura un intervento con lo psicologo aziendale
Il percorso è sempre lo stesso, in tre passi, perché è quello che avrei voluto vedermi proporre quando stavo dall’altra parte:
- Chiamata conoscitiva con chi in azienda ha in mano il tema (titolare, HR, responsabile): mi racconti la situazione, capiamo se e dove un intervento psicologico ha senso. Senza impegno e senza documenti da firmare.
- Proposta su misura: formato, durata, obiettivi e — punto su cui insisto — come ci accorgeremo che sta funzionando. Un intervento senza criteri di verifica è una spesa, non un investimento.
- Realizzazione e verifica: si parte, con momenti di confronto intermedi e un bilancio finale con l’azienda (sempre nel rispetto della riservatezza dei singoli).
Per completezza: non mi occupo di valutazione dello stress lavoro-correlato ai sensi del D.Lgs. 81/08 né di selezione del personale. Il mio terreno è il benessere psicologico delle persone e dei gruppi.
Domande frequenti sullo psicologo aziendale
Quanto costa un intervento di psicologo aziendale?
Dipende interamente dal formato: uno sportello mensile, un ciclo di mindfulness di più settimane e una giornata di formazione sono investimenti molto diversi. Per questo il primo passo è la chiamata conoscitiva: inquadrata l’esigenza, ricevi una proposta con costi chiari e senza sorprese. Diffida di chi ti dà un prezzo prima di aver capito il problema.
I dipendenti che usano lo sportello sono tutelati?
Sì, totalmente. L’azienda sa che lo sportello esiste e quanto viene utilizzato in forma aggregata, ma non sa chi vi accede né di cosa si parla: ogni colloquio è coperto dal segreto professionale. È la condizione che rende lo strumento credibile agli occhi delle persone — e quindi utilizzato.
Siamo una piccola azienda: ha senso lo stesso?
Spesso ha più senso. Nelle realtà da 10-50 persone il clima si sente ogni giorno e ogni persona pesa: un conflitto tra due colleghi o un responsabile in difficoltà hanno un impatto proporzionalmente enorme. Gli interventi si dimensionano sulla realtà, non esiste una soglia minima.
Un dipendente ha bisogno di un percorso individuale: come funziona?
Se dallo sportello o da un percorso di gruppo emerge il bisogno di un lavoro individuale continuativo, questo avviene fuori dal perimetro aziendale: è una scelta privata della persona, che può proseguire con me in studio o online, oppure con altri professionisti. Per chi ricopre ruoli di responsabilità ho una pagina dedicata: psicologo online per manager e professionisti.
Il primo passo
Se pensi che la tua organizzazione possa trarre beneficio da uno di questi percorsi — o vuoi semplicemente capire se ha senso — parliamone.
Scrivimi o contattami: fissiamo una breve chiamata conoscitiva per inquadrare la situazione e valutare insieme se e come procedere. Senza impegno: se non sono la persona giusta per la vostra esigenza, te lo dico.
Dott. Marco Marchini — Psicologo, iscritto all’Albo degli Psicologi della Toscana n° 10.097. 25 anni come funzionario commerciale in una grande azienda informatica, poi la psicologia: oggi affianco aziende e organizzazioni con sportelli d’ascolto, formazione e percorsi di mindfulness, e le persone con percorsi individuali di sostegno psicologico a Empoli e online.
Fonti
- EU-OSHA — Psychosocial risks and stress at work
- Kabat-Zinn, J. — Full Catastrophe Living (protocollo MBSR)
- Good, D. J., et al. — Contemplating Mindfulness at Work: An Integrative Review, Journal of Management
